Lo scultore Davide Dall’Osso si è misurato con diverse forme d’arte trovando nella scultura la sua primaria forma di espressione che lo ha portato a confrontarsi con realtà nazionali e internazionali, attraverso installazioni, mostre, collaborazioni ed esposizioni. Le sue installazioni vengono spesso realizzate con riferimenti a poesie o a drammaturgie teatrali, come se ogni installazione fosse un vero e proprio spettacolo teatrale con le sue coordinate e dinamiche. Dal 1984 partecipa come mimo del Rossini Opera Festival in diverse opere liriche. Nel 1986 prende parte al primo corso italiano C.I.L.O. (centro iniziativa locale per l’occupazione) e dopo un anno fonda con le altre corsiste la cooperativa che gestirà il centro per il Comune di Pesaro. Nel 1992 viene selezionato come allievo attore alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dove di diplomerà nel 1995. Durante il percorso scolastico lavora con i registi Carlos Martin, Thierry Salmon, Fabio Battistini e Silvio Soldini. Nel 1994, durate l’ultimo anno di Paolo Grassi insieme ad alcuni studenti fonda l’Associazione A.I.D.A. con la quale realizzano per tre anni, assieme ai giovani detenuti, un corso di teatro all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. Dopo gli studi dal 1995 collabora con il regista colombiano Enrique Vargas per circa tre anni, dove si confronta anche con l’allestimento scenico come mezzo di espressione creativa. Nel 1997 viene selezionato con una Borsa di Studio per il “corso di perfezionamento per attori professionisti” tenuto da Luca Ronconi al Teatro Argentina di Roma. Dal 1997 al 2001 lavora con diversi registi come: Piero Maccarinelli, Enrique Vargas, Alfredo Arias, Mauro Avogadro, Valter Malosti, Nicolaj Karpov, e Luca Ronconi. È proprio negli spettacoli di Piero Maccarinelli ed Enrique Vargas, dove i registi creano sulla scena un’alchimia fra le differenti arti, che Davide Dall’Osso riconosce un’appartenenza che lo porterà in poco tempo, dall’arte attoriale a quella scultorea e che lo vedrà già nel 2002 selezionato assieme ad un gruppo di sei scultori marchigiani, con l’opera “Elogio alla fuga”, che verrà esposta in Piazza Olivieri a Pesaro. Dal 2003 al 2007 lavora anche come scultore per allestimenti scenografici. Nel 2007 Davide Dall’Osso incontra Maria Vittoria Gozio, che le si affianca nella direzione artistica e organizzazione mostre ed eventi, strategia marketing e social, progettazione delle creazioni di design dell’Atelier e comincia a curare molte delle mostre dell’artista, dando una vera e propria svolta al suo lavoro. Assieme a sua moglie Maria Vittoria, nel 2014 fondano Atelier Dall’Osso s.n.c. e si trasferiscono da Milano in provincia di Siena. Nel 2020 approdano nella cittadina di Castelfiorentino (FI) dove nel loro nuovo atelier dedicano un importante spazio alla didattica dedicata al green e all’economia circolare. In ultimo, uno dei fattori più importanti per l’artista è l’utilizzo dell’80% di polimeri di scarto e recupero industriale (policarbonato e plexiglas), per la realizzazione delle sue opere. L’impegno verso l’ambiente, nel 2020 ha portato l’Atelier Dall’Osso a far parte dell’Atlante Italiano dell’Economia Circolare.
